La protezione del pollame e degli avicoli è, senza dubbio, una delle sfide più complesse per un cane da guardiania. A differenza dei greggi di capre o pecore, galline e anatre hanno movimenti rapidi, imprevedibili e possono agitarsi facilmente: caratteristiche che richiedono al cane un autocontrollo molto elevato e una maturità non comune. Tuttavia, quando ben gestita, la presenza del cane all’interno dell’allevamento può migliorare enormemente il benessere e la sicurezza degli animali, soprattutto nei sistemi di allevamento biologico o semi-brado.

Uno degli aspetti più importanti riguarda l’età di inserimento del cane nel pollaio. I cuccioloni tra i cinque e i sette mesi attraversano una fase di gioco esuberante e spesso caotico, che può portare le galline a fuggire o sbattere le ali, attivando nel giovane cane un istinto predatorio ancora immaturo e difficile da controllare. Quello che inizia come un semplice inseguimento per gioco può trasformarsi, nel tempo, in una reale predazione.
Per questo motivo, è consigliabile introdurre il cane nel pollaio non prima dell’anno di età, quando ha raggiunto un livello di equilibrio emotivo sufficiente e una maggiore capacità di gestire gli stimoli.

Per la protezione degli avicoli è preferibile il Pastore Maremmano rispetto al Silano, anche se l'aspetto fondamentale è il carattere: il cane destinato agli avicoli deve essere calmo, riflessivo, non iperattivo e abituato a mantenere la calma anche in presenza di movimenti improvvisi. Un buon guardiano del pollame osserva, controlla e protegge, senza lasciarsi trascinare dall’eccitazione del gruppo.

Nel caso in cui il cane mostri un primo accenno al gioco della rincorsa, è necessario intervenire in modo immediato e deciso, interrompendo il comportamento e correggendolo sul nascere. Una guida coerente e ferma permette al cane di comprendere i limiti e di sviluppare una relazione corretta con gli animali che dovrà difendere.
Se, nonostante gli interventi, la tendenza alla rincorsa si ripresenta di frequente, è probabile che quel soggetto non sia adatto a questo tipo di lavoro.

Quando invece si individua il cane giusto e si costruisce un’integrazione graduale e ben guidata, il risultato è straordinario: un custode affidabile e silenzioso, capace di mantenere al sicuro galline, anatre e altri avicoli, migliorando significativamente sia la sicurezza sia l’armonia quotidiana dell’allevamento.


Relazione tecnico-descrittiva sull’utilizzo dei cani da guardiania per la protezione degli avicoli allevati all’aperto

La protezione per le galline ovaiole in un allevamento free range può offrire una prospettiva utile su come migliorare la sicurezza e l'efficienza di tali aziende agricole, soprattutto in presenza di precedenti episodi di perdite quali quelle subite dall’Azienda Vuerich. Questa relazione esamina il ruolo dei cani da guardia nell'incrementare la protezione delle galline da fattori di rischio esterni.

Introduzione

Gli allevamenti free range di galline ovaiole permettono agli animali di muoversi liberamente all'aperto, offrendo loro una vita più naturale e migliorando la qualità delle uova prodotte. Tuttavia, questa libertà espone le galline a rischi maggiori, soprattutto da predatori. Di fronte a perdite pregresse di galline a causa di predatori come volpi, faine, falchi o altri animali selvatici, si rende necessario adottare misure di protezione efficaci. L'introduzione di cani da protezione è una soluzione sempre più considerata per questi scopi, anche se la diffusione in Italia non presenta l’exploit atteso, viste le non buone pratiche utilizzate per virare ed affidarsi a questa forma di difesa attiva.

La Funzione dei cani da protezione

I cani da protezione sono allevati e selezionati specificamente per difendere le greggi o le mandrie dagli attacchi dei predatori senza danneggiare gli animali che proteggono. Le razze più adatte per questo ruolo includono il Maremmano-Abruzzese. Questi cani possiedono un forte istinto di protezione e sono in grado di stabilire un buon legame con le galline, trattandole come co-utilizzatrici del loro territorio, rappresentato nel caso specifico dal pollaio e dalla zona di pascolo ad utilizzo diurno recintato.

Vantaggi dei cani da protezione

  1. Deterrente affettivo: la sola presenza di un cane da guardia può scoraggiare i predatori dal tentare di avvicinarsi all'area delle galline;
  1. Protezione continua: a differenza delle misure passive come recinzioni o reti, i cani offrono una protezione attiva e continua, spesso anche durante la notte, quando molti predatori sono più attivi. Nella nostra esperienza si potrebbero evitare anche le chiusure notturne dei volatili;
  2. Costi a lungo termine: sebbene la custodia, il mantenimento e la cura dei cani comportino delle spese, questi costi sono generalmente compensati dalla riduzione delle perdite di galline e dall'aumento della produzione di uova;
  3. Benessere animale: avere cani da guardiania riduce lo stress nelle galline, che si traduce in una migliore salute generale e produttività. Anche la qualità organolettiche dell’uovo stesso, visto il basso tasso di cortisolo presente nel sangue, migliora esponenzialmente.

Considerazioni pratiche

Prima di introdurre un cane da protezione in un allevamento, è essenziale valutare alcune considerazioni:

  • Selezione della razza: scegliere la razza di cane adatta in base al clima, al tipo di predatori presenti e al comportamento delle galline;
  • Selezione: assicurarsi che il cane riceva un addestramento e successivo accasamento appropriato per lavorare con le galline senza causare loro stress o danno;
  • Supervisione: nei primi stadi dell'introduzione, i cani dovrebbero essere attentamente monitorati per assicurarsi che interagiscano correttamente con le galline.

Conclusione

L'adozione di cani da protezione negli allevamenti free range di galline ovaiole rappresenta una strategia promettente per mitigare il rischio di predazione. Questa misura non solo aumenta la sicurezza delle galline ma contribuisce anche al benessere generale degli animali e all'efficacia economica dell'allevamento. Con la giusta preparazione e considerazione, i cani da protezione possono diventare un elemento indispensabile per la sicurezza degli allevamenti free range. 

Implementazione strategica dei cani da protezione nell'allevamento

Selezione e Addestramento

Nel nostro allevamento, i cani selezionati per proteggere le galline ovaiole provengono da linee genetiche con una lunga storia di lavoro con altri animali da fattoria, come pecore, alpaca e capre. Questo retaggio conferisce ai cani una capacità innata e affinata di gestire diversi tipi di animali, un fattore critico nel loro ruolo di guardiani delle galline. In particolare, le ultime due generazioni di cani sono state specificamente addestrate per lavorare con le galline, assicurando un approccio adatto e delicato nei confronti di questi volatili.

Gestione delle dinamiche di genere

Per prevenire conflitti interni che potrebbero turbare l'ambiente dell'allevamento, è consigliata l'introduzione di coppie miste di cani. La competizione tra maschi dello stesso sesso, che può portare a comportamenti aggressivi, è una realtà ben nota e deve essere attentamente gestita. Pertanto, raccomandiamo di abbinare un maschio a una femmina. Il maschio svolge anche un ruolo fondamentale nel marcamento del territorio, che è cruciale per tenere lontani i predatori.

Garanzia di affidabilità 

I cani forniti alla azienda Vuerich sono esempi primeggianti di questa pratica. Sono stati testati e hanno dimostrato la loro affidabilità nei nostri recinti aziendali, coesistendo pacificamente e protettivamente con una varietà di animali, inclusi altri animali da cortile come oche oltre alle galline. Questa esperienza conferma l'adattabilità e la sicurezza dei cani in un contesto di allevamento sfaccettato.

Conclusione

L'uso mirato e consapevole di cani da protezione in allevamenti free range non solo migliora la sicurezza delle galline ovaiole ma anche la sostenibilità e l'efficacia dell'allevamento stesso. La selezione accurata dei cani, basata su pedigree e esperienza pregressa, insieme a una gestione informata delle dinamiche di genere, assicura un ambiente sereno e produttivo per tutte le specie coinvolte.


Analisi dell'approccio di addestramento

Problematiche dell'imprinting precoce

Il tentativo di utilizzare l'imprinting precoce, simile a quello dei cani con le pecore, per integrare i cuccioli con le galline ha mostrato dei limiti significativi. L'esperienza ha dimostrato che i cuccioli esposti direttamente alle galline tra i 3 e i 5 mesi possono sviluppare comportamenti predatori. Questo accade perché, in questa fase di sviluppo, il cane sta formando le basi del suo comportamento predatorio. La presenza stimolante delle galline può innescare questi istinti anziché sopprimerli.

Metodo di integrazione raccomandato

Basandosi sulla nostra esperienza, ci operiamo affinché i cuccioli vivano in un ambiente che includa galline, ma senza un contatto diretto fino a che non raggiungano almeno un anno di età. Questo permette ai cani di abituarsi alla presenza delle galline senza stimolare la loro predazione. L'introduzione di cani adulti che hanno già dimostrato un comportamento non predatorio nei confronti delle galline è l'approccio preferibile. Questo metodo consente di valutare meglio l'adattabilità individuale del cane e di mitigare i rischi.

Risultati ed efficacia della protezione

Successi

I risultati che abbiamo ottenuto sono notevoli: la completa eliminazione di predazioni da parte di predatori terrestri come faine, mustelidi e volpi in tutti i casi di impiego dei nostri cani. Anche la protezione dai rapaci diurni come falchi e astori si attesta tra il 75 e l'85%, il che dimostra un alto livello di efficacia dei cani anche contro minacce aeree.

Limitazioni

L'unico predatore che sembra sfuggire alla capacità di protezione dei cani è il gufo reale, che predomina di notte. Questo limita l'efficacia della protezione a causa della capacità del gufo di muoversi inosservato e della sua attività prevalentemente notturna, quando i cani potrebbero non essere completamente vigili o efficaci nel percepire questa specifica minaccia.

Conclusioni e raccomandazioni

L'approccio che abbiamo sviluppato per l'integrazione di cani da protezione con le galline ovaiole dimostra un notevole successo e dovrebbe essere considerato come un modello per allevamenti simili che affrontano sfide analoghe. La scelta di cani adulti già testati per il comportamento non predatorio risulta essere la strategia più sicura ed efficace. È fondamentale continuare a monitorare e adattare le tecniche di addestramento e integrazione basandosi su feedback continuo e ricerca delle migliori pratiche nel settore.

In fede

Dott. Capogrosso Dario Adolfo